
Proposte di ID/Lab per un Manifesto per la democrazia dell'informazione.
La libertà di espressione e l'accesso alla conoscenza rappresentano diritti fondamentali su cui si fonda la cittadinanza democratica. L'informazione si pone dunque come veicolo di libertà per ciascun individuo. Quando i saperi sono in mano a gruppi ristretti l'informazione, da occasione di emancipazione e giustizia sociale, si tramuta in propaganda e ingranaggio di un potere autoritario. Sulla base di questa premessa e consapevoli delle opportunità suggerite dalle tecnologie dei nuovi media, è nostro intento contribuire ad affermare l'idea di un'informazione che sia democratica, libera, laica. Di conseguenza tracciamo alcune linee guida per un Manifesto dell'Informazione Democratica che individui elementi comuni di comportamento e azione, declinandone i concetti culturali e partecipativi. Siamo convinti che maggiore è la diffusione di metodi e strumenti di analisi e conoscenza della realtà, migliore sarà la qualità della democrazia e dell'agire democratico
1. La conoscenza è un diritto primario dei cittadini e gli strumenti per comunicare saperi e informazioni costituiscono un bene comune.
2. È diritto dei cittadini l'accesso a un'informazione democratica, libera, non condizionata da poteri politici e finanziari, come elemento fondante di un sistema civile di conoscenze connettive e condivise.
3. L'informazione democratica rappresenta un elemento di diffusione dei saperi, opera come forma di comunicazione culturale e di crescita civile nella comunità, contro ogni privatizzazione delle conoscenze.
4. La parità di accesso alle tecnologie di comunicazione è un cardine del patto di cittadinanza contemporanea, in quanto necessaria per la diffusione dei saperi e delle informazioni essenziali per la comunità.
5. L'accesso ai saperi e alle informazioni non orientate, la possibilità di condividere conoscenze sono condizione per generare soggetti ugualmente dialoganti, per favorire quindi un concetto di cittadinanza attiva e democrazia partecipata.
6. La diffusione dei mezzi e delle tecnologie di comunicazioni amplia le garanzie di verifica dei fatti raccontati o diffusi.
7. La democrazia dell'informazione è fattore di costruzione della società.
8. La crescita del livello partecipativo dell'informazione è necessaria per una maggiore consapevolezza di ciò che accade nel mondo, per evitare condizionamenti e mistificazioni della verità.
9. L'informazione democratica persegue la chiarezza del messaggio e dei linguaggi, rendendo comprensibile la complessità del mondo reale.
10. La costruzione di una rete democratica è veicolo per connettere idee ed esperienze, per aumentare i soggetti attivi nel giornalismo, nella diffusione di informazioni e conoscenze, verificate e controllate.
Materiale delle precedenti elaborazioni.
Premessa
Non è nostro interesse né compito affrontare e discutere teorie di comunicazione. È invece nel Dna dell'Arci, e di noi operatori democratici dell'informazione, tracciare le linee guida per un "Manifesto una democrazia dell'informazione" che individui elementi comuni di comportamento e azione, declinandone i concetti culturali e partecipativi.
Questo Manifesto, la cui idea nasce all'interno del seminario sulla democrazia dell'informazione di Arezzo nel marzo 2011, vuole rappresentare un luogo di riflessione comune su una materia tanto discussa e discutibile, quanto poco affrontata e compresa dalle realtà democratiche. Un luogo di riflessione aperto e costruttivo dove far germogliare idee ed esperienze, per un progetto di condivisione di intelligenza collettiva che si opponga al progetto in atto di privatizzazione dei saperi e di esclusione di ampie fasce della cittadinanza dai diritti, dalla conoscenza, dall'informazione.
Arezzo.
Il Gruppo di lavoro di Arezzo, del 12 marzo 2011, coordinato da Antonio Cannata, aveva espresso questi 13 punti:
1. Se non comunichi non esiti.
2. La diffusione dei saperi e dell'accesso alle tecnologie è un cardine della cittadinanza.
3. La promozione della comunicazione è un elemento per fare società.
4. La comunicazione democratica deve perseguire la verità, altrimenti è propaganda.
5. Comunicazione non è mistificazione anche di fronte alle esigenze di semplificazione.
6. Comunicazione non è fare notizia a tutti i costi.
7. Comunicazione è sostanza del messaggio e di un'azione.
8. La moltiplicazione delle tecnologie di comunicazione dà occasioni di verifica dei fatti raccontati o diffusi.
9. La comunicazione deve promuovere socialità.
10. Le tecnologie di comunicazione diffuse tra le masse a misura di individuo, non possono sostituirai all'incontro fisico.
11. Le possibilità di essere soggetti dialoganti universali non giustifica l'assenza di pensiero di lunga durata.
12. Semplicità non è banalità.
13. Comunicare significa diffondere messaggi complessi in maniera semplice.
Nel corso della discussione, al termine del seminario, era emersa la necessità di ampliare la discussione su altri punti delicati, indicati per titoli:
La libertà dell'informazione e nell'informazione.
La comunicazione come aggregazione sociale.
Un secondo gruppo, coordinato da Martin Rance, aveva invece espresso tesi molto interessanti, proprio costruendo un oggetto pratico di comunicazione, un ipotetico sito dell'Arci. Nella declinazione nello specifico dei concetti di comunicazione è emerso un elemento fondamentale nella discussione:
La comunicazione rappresenta un dialogo.
Più il dialogo è vero, reale e ricco, più la comunicazione funziona.
La chiusura al dialogo o la costruzione di barriere all'accesso dell'informazione rappresenta la fine di questo dialogo positivo.
I contenuti attraverso i quali comunicare non vanno piegati al dialogo o alle aspettative di chi vuole dialogare. Vanno comunicati attraverso processi coinvolgenti, innovativi e non paludati. Questo vuol dire che l'Arci - l'esempio era sulla comunicazione dell'associazione - non deve cambiare contenuti, deve dialogare su questi contenuti in modo chiaro, innovativo e democratico.
Con una sintesi, al di là dei punti e dei temi sottolineati: occorrono modalità comunicative diverse, efficaci. Ma non adeguandosi a canoni già stabiliti di comunicazione che tendono rendere inefficaci gli elementi di cultura democratica all'interno della conoscenza.
Da questa base teorica sono state avanzate altre due idee e soluzioni, con titoli.
MANIFESTO DELLE COMUNICAZIONI DEI (TRA?) CITTADINI LIBERI
1. La comunicazione è parte della sostanza del messaggio e dell'azione.
2. La comunicazione e gli strumenti per comunicare sono un bene comune.
3. La comunicazione diffonde conoscenza.
4. La parità di accesso alle tecnologie di comunicazione e la
diffusione dei saperi sulle stesse tecnologie sono cardine del patto
di cittadinanza contemporanea.
5. L'accesso ai saperi sulla comunicazione è condizione per generare
soggetti ugualmente dialoganti.
6. Le occasioni di verifica dei fatti raccontati o diffusi sono
direttamente proporzionali al grado di diffusione delle tecnologie di
comunicazioni esistenti e dei relativi saperi.
7. La comunicazione è fattore di costruzione della società e deve
promuovere socialità.
8. La comunicazione non mistifica la verità.
9. La semplicità del linguaggio imposta dalle tecniche di
comunicazione non giustifica la banalità dei messaggi.
10. Le tecnologie di comunicazione a misura di individuo diffusi tra
le masse non si sostituiscono alle forme di comunicazione diretta,
orale e scritta.
E questo ulteriore decalogo che si indirizza più sull'informazione che sulla comunicazione in genere
MANIFESTO PER LA DEMOCRAZIA DELL'INFORMAZIONE
1. Pensiamo sia un diritto dei cittadini avere accesso a un'informazione democratica, libera, non condizionata da poteri politici e finanziari. Coltiviamo il sogno che questa informazione rappresenti un elemento fondante di un sistema civile di conoscenze connettive e condivise.
2. Pensiamo che l'informazione possa rappresentare un elemento di diffusione dei saperi, operando necessariamente come forma di comunicazione culturale e di crescita civile nella comunità, contro ogni privatizzazione delle conoscenze.
3. La conoscenza deve essere un diritto primario dei cittadini e gli strumenti per comunicare saperi e informazioni devono rappresentare un bene comune.
4. Rivendichiamo parità di accesso alle tecnologie di comunicazione, per favorire la diffusione dei saperi e delle informazioni essenziali per la comunità. Considerando che la parità di accesso rappresenta un cardine del patto di cittadinanza contemporanea.
5. L'accesso ai saperi, la possibilità di condividere conoscenze e accedere a informazioni non orientate è condizione per generare soggetti ugualmente dialoganti, per favorire quindi un concetto di cittadinanza attiva e democrazia partecipata.
6. Le occasioni di verifica dei fatti raccontati o diffusi sono direttamente proporzionali al grado di diffusione delle tecnologie di comunicazioni esistenti e dei relativi saperi. Maggiore è la diffusione di metodi di analisi e conoscenza della realtà, migliore sarà l'agire democratico nella società.
7. La democrazia dell'informazione è fattore di costruzione della società e deve promuovere socialità.
8. Pensiamo a una crescita del livello partecipativo dell'informazione, per avere un maggiore controllo su quello che accade nel mondo, per evitare condizionamenti e mistificazioni della verità, legate sempre all'opacità del sistema informativo e allo stretto legame tra l'industria dei media e il mondo imprenditoriale-politico e finanziario.
9. Crediamo possibile costruire una rete democratica che consideri la possibilità di mettere insieme idee ed esperienza, per tornare alla necessità originaria di informazione e conoscenze che non possono essere unicamente prodotte da un sistema di potere legato al vantaggio economico e al potere simbolico del denaro.
10. Ci battiamo per aumentare i soggetti attivi nel giornalismo, nella diffusione di informazioni e conoscenze, verificate e controllate. Ma non per questo vincolate da interessi che niente hanno a che fare con l'interesse primario legato alla diffusione civile delle conoscenze.
Questa la traccia del lavoro svolto in questi mesi. Lavoro che avrà un suo momento di sintesi durante la tre giorni di ID/Lab, il 13, 14 e 15 ottobre a Firenze. In questa occasione i partecipanti ai lavori di ID/Lab analizzeranno e discuteranno di questo materiale, per giungere alla stesura, già nella serata di giovedì 13 di una traccia di Manifesto, con un titolo e una bozza da presentare e discutere. La bozza di Manifesto di ID/Lab sarà presentata durante la tavola rotonda del 15 ottobre a Firenze.
Prima stesura durante i lavori di ID/Lab del 13 ottobre a Firenze
1. La conoscenza è un diritto primario dei cittadini e gli strumenti per comunicare saperi e informazioni costituiscono un bene comune.
2. È diritto dei cittadini l'accesso a un'informazione democratica, libera, non condizionata da poteri politici e finanziari, come un elemento fondante di un sistema civile di conoscenze connettive e condivise.
3. L''informazione democratica rappresenta un elemento di diffusione dei saperi, opera come forma di comunicazione culturale e di crescita civile nella comunità, contro ogni privatizzazione delle conoscenze.
4. La parità di accesso alle tecnologie di comunicazione è un cardine del patto di cittadinanza contemporanea, in quanto necessaria per la diffusione dei saperi e delle informazioni essenziali per la comunità.
5. L'accesso ai saperi e alle informazioni non orientate, la possibilità di condividere conoscenze sono condizione per generare soggetti ugualmente dialoganti, per favorire quindi un concetto di cittadinanza attiva e democrazia partecipata.
6. La diffusione dei mezzi e delle tecnologie di comunicazioni e dei relativi saperi amplia le garanzie di verifica dei fatti raccontati o diffusi.
7. La democrazia dell'informazione è fattore di costruzione della società.
8. La crescita del livello partecipativo dell'informazione è necessaria per un maggiore consapevolezza di ciò che accade nel mondo, per evitare condizionamenti e mistificazioni della verità.
9. L'informazione democratica predilige la semplicità del linguaggio senza trascurare la complessità della realtà.
10. La costruzione di una rete democratica è veicolo per connettere idee ed esperienze, per aumentare i soggetti attivi nel giornalismo, nella diffusione di informazioni e conoscenze, verificate e controllate.