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Imago

Quella maschera divenuta simbolo della rivolta mondiale

Ispirata al protagonista del film V per vendetta, ma ancor prima al cospiratore Guy Fawkes, è diventata in breve simbolo di rivolta e cambiamento. E la Warner ringrazia.

sabato 5 novembre 2011 19:07

Dimostrante alla manifestazione di Roma del 15 ottobre 2011 (foto di Tiziana Gentile)
Dimostrante alla manifestazione di Roma del 15 ottobre 2011 (foto di Tiziana Gentile)

Un volto bianco su cui è dipinto un sorriso ironico incorniciato da baffi e pizzetto, un naso dritto e sottile sormontato due buchi per lasciare spazio agli occhi e lo sguardo di chi la indossa. Questa maschera, fatta propria da Anonymous, il gruppo di hacker che sostengono WikiLeaks, ha poi cominciato a fare capolino in ogni manifestazione a difesa di Bradley Manning o Julian Assange fino a diventare onnipresente nelle rivolte e dimostrazioni che stanno attraversando il pianeta.

Si ispira al protagonista del film V per vendetta, ma ancor prima a Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un'esplosione il re Giacomo I d'Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese nel 1605. Il 5 novembre il complotto fu scoperto da Thomas Knyvet, un soldato del re, e i barili di polvere da sparo furono disinnescati prima che potessero far danni. Da allora ogni 5 novembre nel Regno Unito e in Nuova Zelanda i bambini inglesi andavano in giro per il paese con dei fantocci recitando una filastrocca e chiedendo soldi ai cittadini da dare ai genitori per comprare i fuochi per il falò (da Wikipedia).

A testimonianza del successo della maschera c'è stato un vero e proprio boom di vendite, anche su siti online come Amazon o Ebay. A trarne il beneficio maggiore è ovviamente chi ne detiene i diritti di immagine, cioè la Time Warner, uno dei maggiori colossi mondiali dell'editoria, in qualche modo collegata con la Warner Brothers che produsse il film V per Vendetta.

Una galleria di foto che testimoniano come questa maschera sia ormai divenuta un vero e proprio simbolo di rivolta, tanto da essere sempre presente nelle principali manifestazioni in tutto il mondo.


Roma, manifestazione del 15 ottobre 2011.

Londra, tende accampate davanti alla cattedrale di S. Paul, 17 ottobre 2011.

Los Angeles, dimostrante del movimento Occupy che da Wall Street si è allargato a tutti gli Stati Uniti, 16 ottobre 2011.

Praga, Manifestazione dei sindacati contro le riforme del governo ceco, 22 ottobre 2011.

Atene. Di fronte al Parlamento, manifestazione contro le misure di austerità varate dal governo greco, 15 ottobre 2011.

Hong Kong, manifestazione del 15 ottobre 2011.

Ottawa, dimostrazione canadese contro lo strapotere delle banche, 15 ottobre 2011.

Lisbona. Anche in Portogallo una manifestazione che si richiama a quella mondiale del 15 ottobre per un cambiamento globale.

Barcellona, dimostrazione del 15 ottobre 2011.

Francoforte. Un attivista parla ai dimostranti accampati di fronte alla Banca Centrale Europea, 17 ottobre 2011.

Milano, in occasione dell'ennesimo voto di fiducia richiesto da Berlusconi, 14 ottobre 2011.

New York. Dimostranti del movimento Occupy Wall Street al Zuccotti Park, 10 ottobre 2011.

Sidney, un dimostrante australiano che chiede un cambiamento delle politiche economiche, 15 ottobre 2011.

Santiago, una manifestante alla dimostrazione del 15 ottobre 2011.

Guadalajara, la protesta messicana a Revolution Park, 15 ottobre 2011.

Guatemala, dimostranti che si richiamavano al gruppo di shaker Anonymous durante il Guatemala's Day of Revolution, 20 ottobre 2011.

Washington, a Freedom Plaza in una delle manifestazioni di Occupy DC. 6 ottobre 2011

Bruxelles, un dimostrante di fronte alla Finance Tower, 15 ottobre 2011.

Bucarest, Dimostranti che preparano striscioni per la dimostrazione in Romania del 15 ottobre 2011.

San Juan, Porto Rico. Manifestazione di Occupy Porto Rico del 15 ottobre 2011.

Boston, un dimostrante che si ispira al movimento Occupy Wall Street.

Londra, di fonte alla Cattedrale di S. Paul alcuni dimostranti dichiarano di aver acquistato le loro maschere al mercato nero in segno di protesta contro la Warner Bros che possiede la Warner Time, società detentrice dei diritti di immagine della maschera.

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