
Contrordine, Julian Assange non sarà estradato in Svezia. Almeno non immediatamente. L'Alta Corte di Londra ha accolto oggi la richiesta dei suoi legali di sottoporre il caso all'esame della Corte Suprema britannica, in quanto "solleva una questione di interesse generale". Il punto di interesse generale del pubblico è quello della validità dei mandati di arresto europei, un tema in discussione anche in Parlamento. Nel caso specifico il mandato di arresto internazionale è stato emesso dalla Procura di Stoccolma per interrogare l'australiano in merito alle accuse di molestie sessuali mosse contro di lui da due donne svedesi. Assange a tutt'oggi non risulta ancora formalmente incriminato di un reato specifico.
Il team legale del fondatore di WikiLeaks ha 14 giorni di tempo per presentare una richiesta scritta di ricorso alla Corte Suprema, il massimo organo giudiziario del Regno Unito. Richiesta che avrà bisogno di tempo per essere valutata e quindi comporta l'inevitabile slittamento dell'estradizione in Svezia che era invece stata decisa dalla stessa Alta Corte lo scorso 2 novembre. Non è detto che Assange convinca la Corte Suprema, ma la decisione di oggi rappresenta già una mezza vittoria. "Sono felice" ha commentato aggiungendo rincuorato "la battaglia per la giustizia continua".
Se anche questo ricorso dovesse fallire, l'ultima carta da giocare rimane la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo.
Intanto prosegue l'attività di WikiLeaks e solo qualche di giorno fa l'annuncio dell'ultima operazione, che va sotto il nome di Spy Files. I 287 documenti verranno pubblicati un po' alla volta e mirano a smascherare
quell'industria che è fiorita grazie al mercato delle intercettazioni e dello spionaggio elettronico fiorito dopo l'11 Settembre 2001. Un'industria che varrebbe miliardi di dollari l'anno e che lavorerebbe "senza regole" tanto da essere ormai tutti spiati. Secondo WikiLeaks i nostri smartphone non sono altro che microspie che portiamo sempre con noi capaci di rivelare ogni cosa di noi. ""Questi programmi registrano ogni uso che ne viene fatto, ogni movimento e persino ogni rumore. In pratica, ogni cellulare è una microspia che in più è anche in grado di telefonare. Nel corso degli ultimi 10 anni - ha spiegato Assange - è fiorita un'industria internazionale che fornisce a servizi segreti degli stati tecnologie e strumenti capaci di sorvegliare le grandi masse. Queste aziende ora stanno esportando i loro prodotti in giro per il mondo in maniera incontrollata". Il fondatore di WikiLeaks concluda auspicando una generale presa di coscienza del pericolo per la nostra libertà: "Spero che la pubblicazione di questi documenti faccia capire a tutti che siamo spiati. Non è più una minaccia teorica, che pensavamo possa verificarsi in un remoto futuro: sta accadendo oggi, e accade ad ognuno di noi".
Update al 16/12/2011: La Corte Suprema britannica ha annunciato che prenderà in esame l'appello presentato dai legali di Julian Assange contro l'estradizione in Svezia. Ad esaminare il caso saranno sette giudici che dovranno pronunciarsi non solo sul suo caso specifico, ma più in generale sulla validità del mandato di arresto europeo.
Di fatti qualora il pronunciamento fosse a favore di Assange, i pubblici ministeri non verranno più considerati in grado di emettere un mandato di arresto europeo in quanto, considerata la loro vicinanza all'azione legale, non potranno essere considerati autorità giudiziarie indipendenti e andrà quindi rivista tutta la legislazione in merito. In caso contrario le norme non verranno toccate ed entro 10 giorni dal verdetto il fondatore di WikiLeaks dovrà essere trasferito in Svezia. L'udienza è stata fissata per il primo di febbraio 2012.