Last Ten



Polemos

Il campo contendibile, i liberalsocialisti e #OccupyPd

Nel manifesto di Civati: cosa faremo sabato a Milano, c'è la sintesi politica di un pensiero di 140 battute al massimo. E confuse. Il campo contendibile e altre amenità.

giovedì 22 marzo 2012 17:59

Però è bello come la Carfagna, a modo suo...
Però è bello come la Carfagna, a modo suo...

Nutro una piacevole antipatia politica per Ciwati, che poi sarebbe il nickname di Giuseppe Civati, uno di Monza di meno di 40 anni, del Pd con la vocazione rivoluzionaria espressa all'interno del partito. Ossia, essendo giovane, innovativo, con tanti followers, pensa di interpretare il "giovane internauta" che scala il potere a colpi di I like.

Dice: ce l'ha con lui perché è bellino, perbenino, parla con le e strette, e somiglia un po' a Gianni Cuperlo, ma con tanta conoscenza e capacità in meno. No. Non è così. Uno che ha scritto un libro intitolato: Il manifesto del partito dei giovani, starebbe sulle scatole a chiunque. Ma che cosa è il partito dei giovani? Le sezioni le fanno nelle discoteche? Il manifesto politico glielo detta Emma Marrone? E quando scattano i quaranta anni si viene rottamati? Ne prendono due da venti?

Di Ciwati ricordo che con il Pd scelse l'uomo del Bosco verticale odioso che sta devastando Milano, ossia Boeri, contro Pisapia. Per fortuna le primarie non si fanno con twitter e Pisapia ci ha salvato da questi geni della politica. Di Civati, vado a memoria, ricordo un giudizio negativo sull'efficacia della campagna di Pisapia, fatta di orgoglio e partecipazione. Sulla base di chissà quali conoscenze comunicative, Mr. Tweet spiegava come fare. Per fortuna lo leggono in pochi, mentre Pisapia l'hanno votato in molti.

A parte queste sciocchezze, mi irrita #OccupyPd. L'uomo nuovo, il giovane che vuole prendere il potere partorisce un'ideuzza scarsa scarsa e copiata dagli Usa come prima di lui, con risultati stitici, Veltroni di I Care, e poi di Yes we can. Orsù giovane twittante, pensa qualcosa di meno usato. pensa un qualche slogan nuovo. Basta retwettare idee altrui.

Ma lasciamo stare e concentriamoci sull'oggi. "Cosa faremo sabato a Milano", titola un suo post che spiega che si preparano all'assalto al palazzo d'Inverno. Se lo trovano. E non si fa tardi la sera prima al Frida. Vai per punti:

1. "Non partiremo dalle alleanze, ma da una «coalizione di iniziativa popolare», che chiarisca prima di tutto gli obiettivi, le modalità e gli strumenti e poi scelga gli alleati che siano disposti a farli propri, uscendo dal politicismo asfissiante che caratterizza la politica italiana da troppi anni".
Urge traduzione al volgo non adatto ai ragionamenti degli influencers di twitter del concetto di "coalizione di iniziativa popolare... che chiarisca obiettivi, modalità e strumenti". Ma di che cosa stiamo parlando? Si discute di politica o si tratta di un gruppo di amici di iniziativa popolare che cerca un ristorante per il sabato sera?

2. "Non partiremo dall'ingestibile dibattito sul ricambio (spesso solo ad usum delphini) che abbiamo visto in questi anni, ma da un rovesciamento del punto di vista, per cui il campo sia finalmente contendibile tra soggetti diversi".
Rovesciamolo anche il punto di vista: ma pur rovesciando non si capisce che cosa sia "il campo sia finalmente contendibile tra soggetti diversi".

3. "E indagheremo questo futuro, con una grande indagine demoscopica e partecipata e deliberativa, e, sempre rispetto a quello che verrà, avvieremo la ricerca delle migliori politiche".
Dimmi che mi sbaglio, Ciw. Il rovesciamento del punto di vista vuol dire fare un sondaggione? E la linea politica la decidiamo con il televoto o con chi alza la carta più alta?

4. "Non formule astruse, ma simboli e modelli che funzionano, insomma".
L'insomma finale è genio puro. Su "non formule astruse" lascio a voi la chiosa. Ma la bellezza è nell'insomma che tira le somme del niente.

5. "...sarebbe più utile sentirsi liberalsocialisti..."

Perché non fascio-comunisti-liberal-social-democristiani? Ajò, una idea chiara e non un concetto politico astruso mai eh...

Per concludere. La politica dell'immagine, del buca-lo-schermo, del giovane che si presenta bene e capisce che cosa va fatto per la modernità, dei rottamatori alla Renzi e succedanei, ci ha preso alle scatole. La politica fatela nei caseggiati, nei quartieri, non soltanto davanti al computer o in giro a farvi campagna promozionale con slogan scopiazzati e l'aiuto di quattro blog e del team-De Benedetti. Sabato non verrò. Anche perché sto a Carbonia e non ho tempo da pardere.

Letto 932 volte