
Penso che la libreria maRea di Mariaelena Villa, in via Pastrengo 5A, sia splendida. Umana, delicata, non in ostaggio di un mercato divorante. Ci trovi cose introvabili e cose che puoi trovare altrove. Poi lei, giovane libraia appassionata, se non ce l'ha negli scaffali, ti procura un volume in pochi giorni. Se non hai sempre fretta e non leggi le solite bufale imposte dagli uffici stampa più potenti, il posto è giusto. Ha uno sguardo dedicato ai bambini, ai giovani autori, agli artisti. Va sostenuta perché in un quartiere in balia della gentrificazione, che rischia la deriva della barbarie ricca e senz'anima, è un porto di bellezza.
Resisterà? Bisogna chiederselo mentre frotte di fighetti clonati percorrono le strade del design, del fuorisalone e della birretta di tendenza, in branco. Senza accorgersi della Disneyland che percorrono, patinati nella Milano liquida e sfuggente, dei boschi verticali e della gentrificazione d'assalto.
Può resistere un luogo magico della sua magia? Semplice e aperto, dove si trovano libri rari. Senza bombardamenti di marketing e senza far parte della scenografia di cartapesta della cultura di tendenza e di quella antagonista?
Bisogna chiederselo, perché la difesa militante del tessuto civile di un quartiere non parte dagli aperitivi del fuorisalone, né dal ciondolare spento con la birretta in mano davanti al Frida. Parte dalla resistenza costante delle semplici cose, dalla difesa dei luoghi veri di incontro, dei negozi di quartiere, dell'artigianato, delle piccole librerie che non ti impongono modelli o linee editoriali.
Per questo continueremo a comprare nelle librerie umane libri umani e non spettacolarizzati. E ascolteremo giovani autori, poeti, artisti senza protettori. Per difenderci attivamente dall'abbrutimento e dal conformismo.