
di Antonio Cipriani
Geniali dilettanti in selvaggia parata, quando la storia sterzò in una svolta di sangue e guerra. Giovani, poco più che ragazzini scelsero la loro parte dietro la Linea Gotica. Mi rimbomba nella testa questa frase mentre termino la lettura bella sempre sorprendente di Isabella Bordoni in chiusura di Archivio 1 REFUGEE Stati d'esilio Epifanie. L'ultima tappa a Savigliano, nel cuneese, a osservare come la meccanica e il piombo possano dare ancora un senso alla parola del nostro lavoro. Poi ancora scrittura per raccontare la Mergenthaler linotype; ho scritto io e ha scritto lei.
Dice I.B. che i regimi temono la parola e temono il silenzio. Quando porta con sé rivolta e disobbedienza, il tacere. Quando stacca la parola dalla retorica che affolla le coscienze nella necessità di muovere consenso. Libero, colorato, divertito alternativo, mediatico consenso dell'epoca maggiormente corrosa dal virus della certezza senza dubbio, dell'intrattenimento di massa, del principio d'autorità celato tra uno spot e una battuta ironica. Vincolato in un sistema di comunicazioni che trasmettono conoscenza senza saperi. Mai tensione a sciogliere il nodo del dubbio, ad attraversare il confine tra finzione e verità. A correre il rischio di restare fuori dai giochi, fuori dal compulsivo ruotare nei meccanismi della vita. E all'interno di quel meccanismo invece c'è la frammentazione di ogni cosa, dell'immaginario, del senso della storia, dell'identità, della rivolta. Mille rivoli che asciugano il corso del fiume.
E il più è fatto. Perché il ruotare delle cose conformi contiene anche questo frammentato senso politico, etico, culturale. La sparizione di ogni spirito divino, di ogni pensiero per costruire cattedrali e piramidi, di ogni sogno di grandezza, soggettiva e collettiva. Soggettiva perché in rapporto con gli altri. E nei tecnicismi del niente a ognuno sembra di possedere tutto, la parola, l'antagonismo, l'arte, la musica, la comunicazione, la verità. E il tutto si risolve in un cicaleccio senza forma, in un rumore di fondo senza alcun progetto, senza rivoluzione. Sottrarsi è fatica, ma è il primo passo.
Viaggio eretico e lento, Refugee. Di abbandono verso una periferia che non è solamente un luogo dove decanta l'umanità, dove le sconfitte diventano ripari, dove riprendere fiato. È anche un punto di vista diverso, per osservare su un piano inclinato le cose che accadono, prendendo in controtempo le azioni, i pensieri e le teorie. Per spiazzare la realtà e meglio osservarla, comprenderla. Nello stupore che solo la periferia del mondo può contenere. Alla ricerca del pane necessario, della semplicità, della forza rivoluzionaria del tacere e del dubbio. Della terra e dei frutti.
Alba la presero in duemila il 10 ottobre
la persero in duecento il 2 novembre dell'anno 1944
anche la disperazione impone dei doveri
e l'infelicità può essere preziosa
non si teme il proprio tempo è un problema di spazio
non si teme il proprio tempo è un problema di spazio
geniali dilettanti in selvaggia parata
ragioni personali una questione privata
la facoltà di non sentire
la possibilità di non guardare
il buon senso la logica i fatti le opinioni le raccomandazioni
occorre essere attenti per essere padroni di se stessi occorre
essere attenti
luogo della memoria pomeriggio di festa
giovane umanità antica fiera indigesta
cielo padano plumbeo denso incantato incredulo
un canto partigiano al Comandante Diavolo
non temere il proprio tempo è un problema di spazio
non temere il proprio tempo è un problema di spazio
geniali dilettanti in selvaggia parata
ragioni personali una questione privata
la facoltà di non sentire la possibilità di non guardare
il buon senso la logica i fatti le opinioni le raccomandazioni
occorre essere attenti per essere padroni di se stessi occorre
essere attenti
la mia piccola patria dietro la Linea gotica
sa scegliersi la parte la mia piccola patria
occorre essere attenti per essere padroni di se stessi occorre
essere attenti
occorre essere attenti occorre essere attenti
e scegliersi la parte dietro la Linea gotica
Comandante Diavolo Monaco Obbediente
Giovane Staffetta Ribelle Combattente
la mia Piccola Patria dietro la linea gotica
sa scegliersi la parte