
Dopo aver visto respinto l'appello contro l'estradizione in Svezia lo scorso 14 giugno, Julian Assange ha perso fiducia nei meccanismi della giustizia britannica. Così ieri sera si è rifugiato presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dove ha formalmente fatto richiesta di asilo politico. Lo stesso Assange sul sito Free Assange fa sapere che l'Ecuador sta esaminando la richiesta.
Il Foreign Office, dopo aver confermato che il fondatore di WikiLeaks si trova in "territorio diplomatico", ha assicurato che lavorerà insieme all'Ecuador per risolvere al più presto la questione. Allo stesso tempo in un comunicato Scotland Yard ha reso noto che Assange, verrà arrestato nel caso dovesse lasciare l'ambasciata dell'Ecuador, poiché ha violato i termini della libertà condizionata.
In Svezia lo attende un procedimento per molestie sessuali. Il 40enne australiano si è sempre detto estraneo alle accuse contestategli. Prima che l'estradizione divenisse esecutiva, Assange aveva a sua disposizione un ulteriore passaggio: quello di un ennesimo appello, questa volta alla Corte europea di Strasburgo.
Lo scorso 22 maggio il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa era stato ospite dello show di Assange su Russia Today.