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Perché ci fanno paura i matrimoni gay?

A farci più paura non sono i matrimoni con due abiti bianchi o due uomini in abito scuro, ci fa paura che anche loro possano avere i nostri diritti. [Claudia Sarritzu]

domenica 15 luglio 2012 15:51

di Claudia Sarritzu

È una costante perversa che a giudicare i rapporti affettivi e d'amore siano: i preti, le suore e i single.
Cara Rosy, se lasciassimo sposare le persone dello stesso sesso, quando in famiglia si scatenano le violenze, almeno a lottare sarebbero persone con la stessa forza fisica. Come alle Olimpiadi. Maschi con maschi, femmine con femmine, sarebbe una lotta violenta alla pari.
Mi tocca scrivere queste frasi stupide e provocatorie perché non lo capisco questo mio povero partito in mano ai dinosauri. Cara Rosy la base sta cambiando, se pensi non sia così perché alcuni giovani leccaculo con una mentalità anni "80 continuano a fare i portaborse di corrente sperando di fare carriera, ti stai sbagliando, verrai spazzata via tu, le tue idee obsolete e i ragazzini che catto- comunisti che ti stanno attorno e ti convincono di essere nel giusto.

Ieri mi sono vergognata di nuovo, ieri ho capito che se neanche la forza più progressista del Paese non la smette di avere paura dell'amore, non diverremmo mai lo stato civile che sogno. E allora che senso hanno le manovre lacrime e sangue se non riusciamo neppure a distribuire i diritti in parti uguali, se non riuscite a garantire a noi figli neppure il sogno di poterci sposare.
Poi la realtà è un'altra, la realtà è che non abbiamo un lavoro serio, non possiamo accedere a un mutuo, ma almeno ci resta il sogno di poterci fare una famiglia, chi sa dove, chi sa quando. Per gli omosessuali non c'è neppure la speranza perché giornate come ieri le cancellano. Se avessi una tessera la straccerei, non ce l'ho e questo mi ribadisce che faccio bene.

Ordine del giorno sì o meno, restiamo impauriti verso la diversità, restiamo profondamente bigotti, lontani dal comprendere una società in fermento.
Diciamola tutta, forse a farci più paura non sono i matrimoni con due abiti bianchi o due uomini in abito scuro, ci fa paura che anche loro possano accedere agli sgravi fiscali, a tutte quelle piccole, insignificanti agevolazioni che in tempo di crisi ci teniamo strette come fossero l'ultima goccia d'acqua nel deserto. Ci fa star male pensare che dobbiamo dividere diritti con "gli altri" anche se viviamo in mezzo e assieme a loro, anche se abbiamo amici e parenti come "loro".

E invece sarebbe questo il momento per pareggiare le cose, per iniziare da capo, per partire dallo stesso punto, tutti insieme, uniti, tutti davvero uguali. La crisi ha una cosa di buono, dovrebbe far solidarizzare almeno a sinistra, dovrebbe livellare le differenze, dovrebbe far cadere tutti culo a terra. Approfittiamo di questo momento storico dove non c'è più nulla da perdere per ricostruire la nostra identità e dignità di popolo italiano. Facciamolo avendo il coraggio di epurare dai partiti questa gente senza più senso e voglia di capire e interpretare la società. Diciamo basta mandandoli a casa.

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